La terapia EMDR nella cura del trauma

Conseguenze del trauma su emozioni e comportamento

Negli anni la ricerca ci ha dimostrato quanto un trauma possa influire sul nostro cervello e sul nostro comportamento. È stato molto importante capire il processo di codifica del ricordo traumatico e le conseguenze a lungo termine del trauma.
Soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo del cervello, un trauma è in grado di danneggiare il funzionamento mentale ed emotivo, oltre a influire sulla fisiologia della persona per lungo tempo.

Quando viviamo un evento traumatico accade che non metabolizziamo i ricordi e questo è fonte di stress.
Il trauma causa l’interruzione della normale elaborazione delle informazioni che non viene archiviata in modo integrato e, quindi, non va a una risoluzione adattiva.
Sconvolge l’equilibrio biochimico del sistema fisico di elaborazione
dell’informazione del cervello, provocando una patologia neuronale.
Questa è dovuta all’iper-eccitazione di un punto specifico del cervello,
all’interazione di certi tipi di neurotrasmettitori e all’elevato arousal.
L’informazione legata al trauma rimane isolata dalle altre informazioni (feedback positivi, ecc.) e quindi queste non vengono utilizzate.

Quando viviamo un evento traumatico accade questo:

  • l’informazione si basa sul passato per interpretare il presente;
  • condiziona in negativo la formazione di schemi cognitivi;
  • influisce sui comportamenti e sulle convinzioni negative
    attraverso le emozioni, facilmente stimolate da fattori scatenanti
    nel presente.

In questo modo l’informazione rimane immagazzinata nel
cervello, con le stesse emozioni, convinzioni, sensazioni fisiche
che esistevano al momento dell’esperienza originaria.

I ricordi traumatici vengono immagazzinati nell’emisfero destro, in una forma frammentata, separata dal centro del linguaggio; l’eccessiva stimolazione dell’amigdala interferisce con il funzionamento dell’ippocampo, inibendo la capacità di valutare cognitivamente l’esperienza e la relativa rappresentazione semantica.
I ricordi vengono immagazzinati in modalità sensoriali, motorie, in immagini visive e sensazioni somatiche. Non c’è integrazione fra esperienza traumatica e memoria. Il ricordo quindi rimane nello stato originale, sollecitato in modo disfunzionale dai vari stimoli che somigliano all’evento. Si pensa infatti che questo sia il motivo per cui si sperimentano involontariamente sensazioni legate al trauma (flashback, incubi…).

Francine Shapire

Pioniera dell’EMDR è Francine Shapire che nel 1987, durante una passeggiata, sperimentò lei stessa l’efficacia delle stimolazioni bilaterali associate a un’immagine molto dolorosa.

Successivamente si scoprirono altre forme di stimolazioni bilaterali, come i tamburellamenti sulle mani o gli stimoli uditivi.

La desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari è un approccio innovativo che utilizza i movimenti, oltre ad altre forme di stimolazione bilaterale, per il trattamento del disagio emotivo e stress legato a eventi traumatici.

EMDR

È un metodo per il trattamento del trauma che agisce a livello neurofisiologico, basandosi sulla stimolazione emisferica alternata dei due emisferi cerebrali, mentre il paziente si focalizza sulle componenti dell’esperienza traumatica. È noto che i due emisferi abbiano funzioni diverse e complementari a livello psicologico; la corteccia frontale sinistra sarebbe coinvolta nella registrazione dei ricordi di eventi, mentre quella destra nel richiamo di tali ricordi.

Con l’EMDR si riattiva la comunicazione tra la rete positiva del sinistro e i contenuti negativi e ansiogeni del destro. In questo modo si rielabora l’informazione legata all’esperienza traumatica, agendo sui meccanismi inerenti l’immagazzinamento della memoria.
È possibile fare questo coniugando “immagine traumatica, cognizione negativa, emozioni disturbanti, sensazioni fisiche + stimolazione bilaterale e doppia focalizzazione”.

L’elaborazione dell’informazione causa una trasformazione dell’informazione: emozioni, sensazioni corporee-somatiche, cognizioni disfunzionali diminuiscono.
Una volta integrato il ricordo traumatico nelle reti neuronali, la percezione del presente cambia (IL PERICOLO È PASSATO…)

Riduzione sintomi e valutazione di sé

Le esperienze cambiano: “ero un bambino vulnerabile, ora sono un uomo forte”.

Si assiste a una risoluzione adattiva quando avvengono collegamenti con associazioni adeguate e l’esperienza è usata in modo costruttivo da parte del soggetto e viene integrata in uno schema emotivo e cognitivo positivo
(Shapiro, 1995)

Bibliografia:

  • APA (American Psychiatric Association) 1994 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV).
  • Fernandez I, Maslovaric G., Veniero Galvagni M., (2011.) Traumi psicologici, ferite dell’anima. Liguori Editore.
  • Forgash C., Copeley M., (2014). EMDR e Ego state therapy. Il trattamento dei traumi e della dissociazione. Edizione multilingue.
  • Liotti G., Farina B, Sviluppi traumatici. Raffaele Cortina

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