Depressione: il viaggio del dolore

La depressione rientra fra i disturbi mentali più diffusi, con oltre 300 milioni di persone affette; in Italia ne soffre il 15% della popolazione e si stima che il 10% abbia tentato un suicidio.

Si riscontra che l’età media oscilli fra i 25 anni e i 44 anni, con prevalenza nella popolazione femminile.

Chi ne soffre, manifesta un susseguirsi di sintomi che alterano drasticamente la qualità della sua vita, inibendone il piacere e la funzionalità.
Le radici di questo disturbo possono risalire all’infanzia; laddove l’individuo sia stato esposto a eventi traumatici, questi possono rimanere in forma latente nella sua vita, fino al giorno in cui si struttura, ad anni di distanza, un esordio depressivo.
I bambini che vivono un’infanzia dolorosa e traumatica, sono esposti a gravosi fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi dell’umore.
Quindi la somma di eventi di vita, fattori biologici e sociali, se innescati a tempo debito, possono dare voce a tutto questo.

Sul piano fisiologico a:

  • disturbi del sonno,
  • riduzione dell’appetito sessuale,
  • affaticamento e astenia.

Sul piano emotivo a:

  • senso di impotenza,
  • disperazione,
  • umore depresso.

Sul piano comportamentale a:

  • isolamento,
  • passività,
  • rallentamento o agitazione motoria.

Sul piano cognitivo a:

  • problemi di concentrazione e memoria,
  • demotivazione,
  • pensieri negativi.

Prevalentemente la persona depressa crede di essere fallita, incapace, indegna, non amabile; non crede di poter uscire dal tunnel che lo intrappola, si sente schiacciato dalla società e inerme a essa.

La Terapia EMDR, in quanto terapia Evidence Based, ossia basata su evidenze scientifiche, è consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2013) e dall’American Psychiatry (2004), nel trattamento della Depressione.

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