I disturbi d'ansia

Nei Disturbi d'ansia, la vulnerabilità e la persistenza di certi sintomi possono essere viste, da un lato come una preoccupazione relativa al concetto di pericolo, dall'altro come una sottovalutazione delle capacità individuali di farvi fronte. Tale sovrastima del pericolo e la sottostima della capacità  di fronteggiarlo, riflettono nei disturbi d'ansia l'attivazione di "schemi di pericolo": il nodo del disturbo degli stati d'ansia non coinvolge il sistema affettivo, come si è portati a credere, ma gli schemi cognitivi connesi alle sensazioni di pericolo, a causa dei quali la realtà esterna è vissuta come estremamente pericolosa e il proprio sè come estremamente vulnerabile. Una volta che si attiva la valutazione di pericolo, si crea un circolo vizioso che rinforza le manifestazioni  d'ansia; i sintomi ansiosi sono essi stessi una fonte di minaccia, possono infatti condizionare il comportamento dell'individuo ed essere interpretati come segnali di un grave disturbo fisico o psicologico. Tutto questo aumenta il senso di vulnerabilità, rinforzando le reazioni ansiose.

Il rimuginio

Il rimuginio è un fenomeno mentale che si accompagna all’ansia e contribuisce al suo mantenimento e aggravamento; è uno dei principali sintomi del disturbo d’ansia generalizzata. Consiste nell’eccessiva preoccupazione rispetto a una situazione. Si manifesta in modo “astratto”, orientato al futuro e in forma prevalentemente negativa; si presenta come un pensiero ripetitivo, linguistico verbale. Può essere confuso con una strategia efficace di soluzione dei problemi, come mezzo per distrarsi da preoccupazioni ancora peggiori, come scudo emozionale nell’attesa che qualcosa di terrifico accada di lì a poco… ma c’è anche chi lo percepisce come incontrollabile, fastidioso ed esclusivo, presente anche in situazioni neutre o poco rilevanti e responsabile della perdita di controllo dell’attenzione.
La convinzione di pericolosità e incontrollabilità del rimuginio porta il soggetto a sviluppare un “metarimuginio” .